

STAGIONE TEATRALE 2026/2027
dal 5 all’ 8 novembre 2026
Il Presidente
Filippo Nigro di Davide Carnevali, diretto con Fabrizio Arcuri.
Un testo potente e corrosivo che riflette sul potere, sulle sue implicazioni morali e sulla fragilità dell’uomo chiamato a esercitarlo. Lo spettacolo, riscritto e riadattato dallo stesso Carnevali per questo nuovo allestimento, prosegue il percorso artistico avviato da Arcuri e Nigro attorno a opere costruite sul rapporto diretto con il pubblico e sulla riflessione civile.
Dal 26 al 29 novembre
Figli
di Mattia Torre, con Edoardo Pesce, Silvia D’amico, Carlo De Ruggieri, Cristina Pellegrino, adattamento e regia di Fausto Paravidino. Il racconto di una coppia felice che, dopo il secondo figlio, entra in crisi tra stanchezza, difficoltà economiche e mancanza di aiuti. Il testo mostra con ironia e realismo quanto sia difficile oggi crescere una famiglia in Italia.
1 e 2 dicembre 2026
Apocalipsync
di Luciano Rosso e María Saccone, in scena l’1 e 2 dicembre. Dopo il successo mondiale di Un Poyo Rojo, Rosso costruisce un one-man show visionario e travolgente nato durante la pandemia. Un viaggio surreale nella solitudine contemporanea, tra danza, clownerie, trasformismo e lip-sync, che riflette con ironia sul bisogno umano di evasione e libertà.
Dall’ 11 al 13 dicembre 2026
La Lettera
di Paolo Nani, straordinario esempio di teatro fisico applaudito in tutto il mondo da oltre trent’anni. Con un tavolo, una valigia e una struttura narrativa ripetuta quindici volte in altrettanti stili differenti, Nani realizza un perfetto meccanismo comico che continua a stupire per precisione, ritmo e invenzione scenica.
dal 17 al 20 dicembre 2026
Enzo per Enzo - Gragnaniello vs Moscato
un incontro tra musica e parola che promette di intrecciare due figure centrali della cultura e della sensibilità artistica napoletana in un dialogo poetico e musicale intenso e identitario.
dal 14 al 17 gennaio 2027
Le Volpi
di Lucia Franchi e Luca Ricci, interpretato da Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato. Una commedia nera ambientata nella provincia italiana che indaga le dinamiche del potere locale, i piccoli compromessi morali e i meccanismi della corruzione quotidiana, raccontati con lucidità e feroce ironia.
Dal 22 al 24 gennaio 2027
Mistero Buffo
di Dario Fo e Franca Rame nell’interpretazione di Matthias Martelli, diretto da Eugenio Allegri. Uno spettacolo che raccoglie e rinnova l’eredità del grande teatro di narrazione e della tradizione giullaresca, riportando in scena la forza satirica, politica e popolare del capolavoro del Premio Nobel.
Dal 4 al 7 febbraio 2027
Le Dieu du carnage
di Yasmina Reza, diretto da Antonio Zavatteri, con Francesca Agostini, Andrea Di Casa, Alessia Giuliani e Antonio Zavatteri. La celebre commedia, diventata un caso internazionale e successivamente un film di Roman Polanski, mette in scena l’incontro-scontro tra due coppie di genitori dopo una lite tra i rispettivi figli.
Da un’apparente mediazione civile emerge progressivamente un feroce ritratto delle relazioni umane, sospeso tra comicità e crudeltà.
dal 18 al 21 febbraio 2027
Il medico dei maiali
di Davide Sacco con Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino. Una satira politica tagliente e grottesca ambientata nella monarchia inglese, in cui un veterinario specializzato in maiali si trova improvvisamente coinvolto nella gestione della successione reale. Un testo che usa l’assurdo e il paradosso per interrogare i meccanismi del potere e dell’ambizione.
Dall’ 11 al 14 marzo 2027
Tango delle capinere
di Emma Dante interpretato da Sabino Civilleri e Manuela Lo Sicco. Uno spettacolo delicato e struggente che attraversa la memoria di una storia d’amore lunga una vita, raccontata a ritroso tra danza, musica, gesti e frammenti di ricordi. Un inno alla persistenza dell’amore e alla fragilità del tempo.
dall’8 all’11 aprile 2027
Sorry Boys
di e con Marta Cuscunà, ispirato a un fatto realmente accaduto negli Stati Uniti: diciotto adolescenti rimaste incinte contemporaneamente all’interno di una stessa scuola.
Attraverso il suo originale linguaggio scenico fatto di figure, oggetti e teatro di parola, Cuscunà costruisce una riflessione potente sulla maternità, sull’identità femminile e sulla necessità di immaginare nuovi modelli sociali e relazionali.